martedì, 17 marzo 2009

Tudo bem ao chamamento
Noite após noite o que dissemos e
O que nunca diremos - a viagem
Com uma giesta de algodão presa nos cabelos e
A sensação fresca de um sulco de aves na pele

Tudo vem ao chamamento- os lobos
Os anões as fadas as putas as bichas e
A redenção dos maus momentos - enquanto te barbeias

Vês no espelho o homem
Cuja solidão atravessou quase cinco décadas e
Está agora ali a olhar-te - queixando-se da tosse
Da dor de dentes e do golpe que a lâmina fez
Num deslize perto da asa do nariz

Não sei quem é - sei porém que vai afogar-se
Naquela superfície clara quando dela se afastar e
Abrir a porta para sair de casa murmurando: tudo
Vem ao chamamento
Por dentro do clamor da noite.

(Al Berto)

postato da: neimless alle ore 19:09 | Permalink | commenti (4)
categoria:
mercoledì, 11 marzo 2009

I do not consider myself less ignorant than most people. I have been and still am a seeker, but I have ceased to question stars and books; I have begun to listen to the teachings my blood whispers to me.

(Herman Hesse)

postato da: neimless alle ore 21:20 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 10 marzo 2009

dovrei prepare il maledettissimo ultimo esame

dovrei scrivere la tesi, prima di tutto capite come si fà

dovrei rimettere un pò di cose in ordine:cd,libri,cose varie accumulate da troppo tempo

dovrei pensare seriamente a questioni burocatiche quali diploma da ritirare, domanda di laurea, crediti fantasma, ecc ecc

dovrei mettermi l'anima in pace,soprattutto.

Mas nao me apetece.

postato da: neimless alle ore 22:41 | Permalink | commenti (2)
categoria:
domenica, 08 marzo 2009
postato da: neimless alle ore 17:24 | Permalink | commenti (3)
categoria:
mercoledì, 04 marzo 2009

Sono a casa da più di due settimane e ancora non me ne capacito, di tutto quello che può succedere in un mese e mezzo. Delle sicurezze che vanno in frantumi, come uno di quei bicchieri che ci aveva datop tua mamma per la nostra casa , che si sono rotti tutti, uno per uno. Non me ne capacito - pur essendone pienamente responsabile - e non mi dò pace, rispondo a domande che mai avrei voluto sentire, dò spiegazioni superficiali e stupide, riempio la giornata di cose, semplicemente cose che non mi facciano pensare per qualche minuto, ora, come il tipo di About a Boy che divide la sua giornata in unità di tempo,ecco. E così riprendo la chitarra abbandonata da secoli, scrivo più di quanto abbia mai fatto prima, prendo caffè nell'odioso baretto tanto amato dai compaesani, parlo di cose futili, scarico tutta la musica che riesco, ma non faccio quello che dovrei:tesi,esame,crediti,diploma da ritirare,responabilità,parole che passano vagamente per l'anticamera del cervello lasciandomi un fastidioso prurito.

Sao 12:33, ou seja sa 11:33 para ti, serà que ainda estàs na cama? Acredito que sim, ainda là estas, como nessas manhas em que nòs deixavamos ficar a dormir atè tardissimo, com o teu Nokia a tocar e tu sempre a carregar no teclado (mais 5 minutos,ainda...) e eu a ficar irritada com esse toque. Ficariamos assim a manha todo, o dia todo, sem responsabilidades porque è assim que nòs gostamos... tao iguais e tao diferentes, tao giros e perfeitos aos olhos de amigos,familiares, desconhecidos. Serà que sentes a minha falta nessas manhas?Eu sinto-a, a falta de te ver preparar o cafezinho a rir-te dos meus olhos de cachorra ensonada, das coisas feitas de pressa porque constantemente atrasados - banho,roupa,cama,compras,almoço - de te ver pegar na mochila e dar-me um beijinho de despedida antes de ires para o trabalho... o que è que se perdeu?

postato da: neimless alle ore 12:53 | Permalink | commenti (4)
categoria:
martedì, 03 marzo 2009

 "Non avevano ragione mia nonna,mia madre e la gente del mio isolotto: non è vero che ci sta male in un posto starà male dappertutto, che non si può stare meglio da un'altra parte, che si può viaggiare solo se costretti, solo per lavoro e sempre per tornare. Non tutti quelli che vanno via stanno meglio, ma qualcuno sì, io sì, io sto bene in una grande città, dove posso cenare a qualunque ora, dove incontro visi stranieri, accenti stranieri, donne mai viste e belle e interessanti; dove ho incontrato e conosciuto una francese che ho sposato, e avuto figli che parlano sue lingue e hanno compagni di scuola di tutti i posti dell'Europa e africani e indiani e cinesi e pakistani, diversi da loro e uguali. A me piace che nessuno mi conosca quando entro in un locale, o quando rincaso, e saluto il portiere del mio palazzo che ancora non ha imparato il mio nome, e non sa nulla di mio padre fuggito e mai lo saprà, di mia zia e della sua bottega e di mia madre costretta per anni a lavorare da lei per tirare avanti.”

(Flavio Soriga - L'amore a Londra e in altri luoghi)

quanta verità in questa frase, trovata per un piacevole caso nel nuovo libro nel mio conterraneo. Quanta verità soprattutto in questo momento, in cui il tornare è stato più difficile del solito, in cui il restare si fà arduo, ma inevitabile. Tempi di litigi e incomprensioni, di mia madre che non capisce e non apprezza - giustamente - la mia continua insoddisfazione, il mio trascinarmi per casa con questa faccia da mezzo zombie. Sogno nuove partenze, nuove mete, costretta in questo limbo di luoghi che sono stati miei, e lo sono ancora in parte anche se non mi ci trovo. Facce sempre uguali, chiacchere di paese, tutti sanno tutto, tutti giudicano tutto.

postato da: neimless alle ore 18:00 | Permalink | commenti (4)
categoria:
lunedì, 02 marzo 2009
 

Que sabe este tipo de Africa, interrogou-se o psiquiatra à medida que o outro, padeira de Aljubarrota do patriotismo à Legiao, se afastava em gritinhos indignados prometendo reservar-lhe um candeeiro de avenida, que sabe este caramelo de cinquenta anos de guerra de Africa onde nao morreu nem viu morrer, que sabe este cretino dos administradores de posto que enterravam cubos de gelo no anus dos negros que lhe desagradavam, que sabe este parvo da àngustia de ter de escolher entre o exìlio despaisado e a absurda estupidez dos tiros sem razao, que sabe este animal das bombas de napalm, das raparigas gràavidas espancadas pela Pide, das minas a florirem sob as rodas das camionetas em cogumelos de fogo, da saudade, do medo, da raiva, da solidao, do desespero?

 

(A.L.Antunes)

postato da: neimless alle ore 14:07 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 26 novembre 2008
E'vero, trascuro questo povero blog da ormai troppo tempo, ma cercate di capirmi. Stò cercando di fare qualcosa di utile che nopn sia grattarmi dalla mattina alla sera, intanto mi riambiento -ormai da dieci giorni-in questa fantastica città. Basterà dire che vivo sopra il Magnus, cosa potevo volere di più?? A breve aggiornamenti strictly from Oporto.
postato da: neimless alle ore 18:45 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 07 novembre 2008
mah
oltre a coglioni siamo anche imbecilli. Solo noi un Presidente così.
postato da: neimless alle ore 14:30 | Permalink | commenti (1)
categoria:
martedì, 04 novembre 2008

Ho come la sensazione che, da qualche settimana a questa parte, la Sardegna si stia trasformando in un'isola tropicale. L'autunno ancora non si è deciso ad arrivare, il cappotto nuovo è appeso nell'armadio, in compenso trombe d'aria e pioggie torrenziali ci tengono svegli la notte, buttano giù ponti, case, alberi e quant'altro, mentre le edizioni speciali dei tg regionali si sprecano. 

Io intanto sono tornata e stò per volare di nuovo via, mentre studio noti e ignoti autori del Bel Paese per il penultimo sacrificio e leggo,leggo,scrivo,ascolto,protesto,penso,sogno,immagino e mi chiedo come sarà il ritorno nella mia seconda città, in una strada che conosco così bene, in una zona che è già stata mia....

postato da: neimless alle ore 16:35 | Permalink | commenti
categoria: